sab

28

gen

2012

Libertà da videoclip

Storie da videclip. Un senso di libertà attraversa tutti i protagonisti di questi video, che ho riunito in una playlist. Si comincia con Modjo, poi David Guetta, Bingo Player Cry, Inna e Chinnamon Chaser.

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sab

05

nov

2011

Genova, vegetazione nel torrente di via Fereggiano

Genova, via Fereggiano. Nella foto estratta da Google Maps è possibile vedere la folta vegetazione presente nel torrente Bisagno straripato ieri 4 novembre.

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ven

30

set

2011

Immagini esclusive. Test Ferrari FF

Due Ferrari FF, una bianca e l'altra nera, in giro per le strade di Modena. 

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ven

09

set

2011

Sogni e tradimenti. La vita di Ciro Menotti

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gio

08

set

2011

Aspiranti medici al test uno su sei ce la farà

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gio

08

set

2011

Quando lavorare diventa pericoloso

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gio

08

set

2011

Bici rubate. Il traffico

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gio

08

set

2011

Canaletto, quella strada è un calvario

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mar

02

ago

2011

Io so i nomi. A 31 anni dalla strage di Bologna

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. 12 dicembre 1969: alle 16,30 un ordigno esplode all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 16 morti e 84 feriti Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.


Io so i nomi...

di Pier Paolo Pasolini

Da: "Scritti Corsari"

14 Novembre 1974

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dom

17

lug

2011

•La sequenza sismica in atto nella zona di Montefeltro, Romagna

Nell’area del Montefeltro (provincia Forlì-Cesena) è attiva una sequenza sismica iniziata il 24 maggio 2011. L’area interessata dalla sequenza è di circa 70 km quadrati tra i comuni di Bagno di Romagna, Santa Sofia, Sarsina e Verghereto.

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dom

17

lug

2011

Scossa di terremoto in Emilia

Alle ore 20.31 è stata avvertita una scossa di terremoto a Modena, molto probabilmente sentita anche in altre zone dell'Emilia. Da verificare la posizione e la scala ma le due scosse sono state avvertite da molti cittadini. Sul web e sui principali social network la notizia si sta diffondendo rapidamente. Si attendo maggiori informazioni ma per adesso potete segnalare la vostra impressione sul sito dell'Istituto Nazionale di Vulcanologia http://www.haisentitoilterremoto.it/ Modena, domenica 17 luglio - Marco Amendola

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dom

17

lug

2011

Melchisedek Elpidio Bertoli

Pubblico un post su questo pittore modenese. Un giorno diede fuoco a dei quadri di pittura astratta in piazza Grande così da richiamare su di se l'attenzione. Ce l'aveva con la pittura astratta e disse che quei quadri li aveva fatti tutti in una notte per dimostrare quanto fosse facile farli. Per maggiori informazioni qui il link.

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gio

07

lug

2011

Libya. Datemi una ragione

Le drammatiche immagini di una guerra così vicina. Musica di Tracy Chapman, Give me one reason.

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mer

06

lug

2011

In contromano è la moda pericolosa per chi ha fretta

di Marco Amendola

Andare contromano, come in Thelma e Louise, ma al volante di comuni utilitarie, biciclette e Suv. La nostra inchiesta sui furbetti del volante fa tappa dalle parti di viale Trento Trieste, in quell'angolo di Modena dove regna il senso unico e il senso vietato. L' incrocio in questione è quello tra le vie Prampolini e Contri, e nel giro di mezz'ora ne abbiamo viste tante di scene, come questa che vi raccontiamo. Sono da poco passate le 14, e una signora a bordo di un Suv accende la freccia e svolta tranquillamente a sinistra. Manovra corretta, ma non per il codice della strada perchè infrange per ben due volte il senso vietato, facendo più di 50 metri completamente contromano prima di arrivare al cancello automatico del suo condominio. In questo caso la comodità ha un prezzo, e la signora ha preferito trasgredire piuttosto che percorrere il tragitto corretto percorrendo qualche chilometro in più. Ma ci sono anche altri automobilisti, ancora più furtivi e veloci nel compiere le manovre, al pari di Lupin. Come due facchini su un furgone. Rallentano e pian piano si sporgono per controllare se la strada è libera, dopo di chè gas sull'acceleratore per imboccare la strada contromano, tanto sono solo 50 metri, avranno detto. Ma le sorprese non finiscono qui. Dopo pochi minuti ecco che sopraggiunge un'utilitaria tedesca con a bordo una coppia di mezz'età. Anche loro rallentano e dopo qualche dubbio e perplessità sul da farsi preferiscono procedere contromano, dove tra l'altro sono anche ben visibili due cartelli di senso vietato, quelli con sfondo rosso e striscia bianca orizzontale. E lo show continua, in un susseguirsi di manovre scorrette condotte con abilità, cosa che denota anche una certa abitudine nel commettere questo tipo di infrazione. Come gli operatori di una cooperativa addetti alla pulizia dei tombini. Con le quattro frecce accese entrano anche loro contromano, lasciano il mezzo a bordo strada e cominciano le pulizie. I lampeggianti accesi in questo caso funzionano più come passepartout invece che da segnale d'emergenza, come prevede il codice della strada: il bilancio è di decine di auto in appena un’ora. Ma anche i ciclisti non sono da meno. Nel giro di pochi minuti vediamo un signore, una ragazza e una signora passare velocemente contromano sotto il senso vietato, ignorandolo completamente. Le ore in cui è possibile assistere a questo triste spettacolo sono le classiche, specialmente quelle centrali della giornata, ma anche la mattina e sul tardo pomeriggio quando tutti rientrano da lavoro e rispettare il senso diventa un optional. Ricordiamo che procedere contro mano è una sanzione, ed è punita con il taglio di 4 punti dalla patente e da 154,00 a 613,00 euro. Lo stesso vale per i ciclisti.

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mer

06

lug

2011

Furti di biciclette Si ruba 24 ore su 24

di Marco Amendola

Furti 24 ore su 24. I ladri di biciclette non hanno orari. Mattina, pomeriggio, notte e nessuna zona della città è immune. Dovunque possono rubare una bicicletta, garage e cortili interni, rastrelliere e zone frequentate. Quindi se avete una bicicletta dovete munirvi di un lucchetto robusto, e forse anche di due per star tranquilli e affrontare così la giungla urbana che vi andremo a raccontare. La nostra inchiesta sui ladri di biciclette comincia dai parchi. In quello delle Mura in viale delle Rimembranze tutto il giorno c'è traffico di biciclette, ma sono soprattutto i modelli come l’intramontabile Graziella e le mountain bike quelli più ricercati da personaggi dall'aria poco raccomandabile che se ne vanno in giro per il centro.

Anche al parco XXII Aprile tira la stessa aria e per entrare serve adrenalina. Qui le bici vengono usate come staffetta per trasportare stupefacenti da una parte all'altra della città, ma questo è anche un posto dove domanda e offerta si incontrano. Il tossicodipendente può vendere la bicicletta allo spacciatore in cambio di una dose, tutto fra cespugli e in altri posti poco visibili. Ma se volete una bicicletta per fare tutto potete subito cambiare idea. E' meglio averne due, una di poco valore per le attività quotidiane nel tragitto scuola-casa-lavoro, e un'altra per il week end da usare per le gite fuori porta, senza abbandonarla mai. Ai ladri fanno gola le city bike, mentre quelle arrugginite e vecchie sono poco invitanti.

Continuiamo il nostro viaggio e decidiamo di andare alla stazione dei treni in piazza Dante, dalle 14 alle 15, tra il via vai generale di taxi, pendolari e autobus. Per le bici ci sono due zone: una è chiamata "la gabbia" e consiste in un parcheggio speciale dove si entra con una chiave rilasciata dal comune. Poi, proprio nelle vicinanze, troviamo l'impianto di videosorveglianza posto di fronte all'ingresso della stazione. Può sembrare strano, ma il secondo parcheggio per le bici, molto più grande e utilizzato, non è controllato dal sistema di videosorveglianza. In informatica si chiama "bug", cioè buco di sistema ed è quello preso di mira da pirati e hackers durante un attacco. Per chi lascia la bici qui ogni giorno la scena è desolante, e per terra abbiamo trovato tante catene e lucchetti tranciati di netto. Siamo stati un'ora nei dintorni del parcheggio ed è un fiorire di noi strani movimenti, con personaggi ambigui a bordo di biciclette da donna che curiosano, sembrano quasi selezionare gli obiettivi.

Ma è soprattutto di notte che la città cambia vestito, mentre le luci allo iodio le donano quel colore rosso giallognolo. Ritorniamo alla stazione Fs. I taxi vanno e vengono veloci mentre in tutto il parcheggio i soliti personaggi in bici se ne vanno in giro zigzagando, con fare sospetto. Non sono certo viaggiatori.

Sono le 23.30 e ripuntiamo l'attenzione sul parcheggio grande. Le bici sono tutte li, lasciate dai pendolari che le utilizzano per gli spostamenti in città. La poca illuminazione rende la zona attraente e nel corso della nostra inchiesta abbiamo assistito a due episodi particolari. Nel primo fa il suo ingresso un ragazzo con la tshirt bianca e i jeans corti, che se ne va in giro per il parcheggio, in una sorta di perlustrazione. Lo sguardo attento a osservare le biciclette, il passo veloce e poco dopo ecco che se ne va via. Passano dieci minuti, sono le 00.10.

Anche di notte a Modena sono in tanti quelli che usano la bici, ma per altri motivi. Ecco che dall'ingresso della stazione un altro ragazzo si sposta lentamente verso il parcheggio con la sua due ruote. Aria insospettabile, look giovanile, ma i fatti ci daranno torto. Entra nel parcheggio, ricurvo sulla bici e pian piano si avvicina a uno scooter. Movimenti sospetti. Il ragazzo rimane fermo per qualche minuto e la distanza ci impedisce di vedere bene quello che sta facendo. Poco dopo ecco che si sposta e che si va sedere, sempre nascosto fra cespugli e rastrelliere. Passano cinque minuti, il ragazzo si alza prende la sua bici e si allontana, sempre lentamente, giù per viale Crispi. Tutto sembra scollegato, ma nei minuti successivi arriva un uomo a piedi, con la maglietta nera e la sigaretta accesa, diretto verso lo stesso scooter. Quello che a prima vista sembra un furto si rivela spaccio di droga, e il motorino viene usato come nascondiglio. L’uomo prende la dose e se ne va. Lasciamo piazza Dante per via Paolo Ferrari. Sono le 00.30 e vediamo una bici da uomo appoggiata sul muretto, senza lucchetto e senza proprietario nei dintorni. Tante volte le bici rubate vengono abbandonate vicino a cassonetti o in zone marginali della città per poi esser recuperate dopo qualche ora dagli addetti del giro.

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mer

06

lug

2011

La Nazionale per Carpi, venti chilometri d’inferno

La nostra inchiesta sulla viabilità provinciale fa tappa sulla provinciale per Carpi. Una strada dove sorpassi azzardati e insicurezza sono all’ordine del giorno. Ferrari ferme in coda, trasporti eccezionali, trattori, sorpassi azzardati. La fotografia della strada per Carpi è questa, dove negli orari di punta per fare 20 chilometri e raggiungere Modena ci vogliono almeno 40 minuti. Declassata da strada statale a provinciale collega il capoluogo modenese fino alle porte di Mantova ma, come sulla Canaletto, anche qui la strada è stretta e mancano corsie d’emergenza. La sicurezza poi è un optional con alberi sul bordo e profondi fossati ai lati dove chi sbaglia paga e la minima distrazione può rivelarsi fatale.

Il nostro viaggio comincia alle 7.30 da Modena direzione Carpi, e per tanti la prima incognita comincia in tangenziale. Dall’uscita fino alla rotatoria per Campogalliano si verificano i primi rallentamenti e in questo tratto i furbetti del volante si cimentano in sorpassi degni di Alonso, sulle isole di traffico per superare gli altri. Passato il primo scoglio ecco davanti a noi la provinciale, con un bel serpentone di auto in direzione Modena. Lungo tutto il percorso sono sempre due i cartelli presenti, quello dei 70 Km/h e il divieto di sorpasso ma, strano a dirsi, nessuno li rispetta.

Arrivati a Lesignana il primo inghippo è il semaforo che fa formare le prime code. Con migliaia di veicoli che si fermano per tutto il giorno il primo campanello d’allarme è l’inquinamento, come spiega Giancarlo Pignatti: «Io ho l’orto qui vicino ma non ci faccio niente perché si sente l’odore di fumo sulla terra. Questa strada è un disastro. È da 35 anni che abito qui e speravo che facessero una strada diversa per andare a Carpi ma non è mai successo niente. In bicicletta poi è un pericolo con le macchine e i camion che ti sfiorano il gomito», mentre Magda, la fioraia del paese, punta il dito contro l’impazienza: «Non c’è più la calma. L’ altro giorno facevano l’asfalto e gli automobilisti suonavano. La gente non parte più per tempo per andare a lavorare». Ci rimettiamo al volante e di nuovo rallentamenti direzione Modena fino alla grande rotatoria della Tav. In pochi chilometri arriviamo a Ganaceto. Nel centro abitato vige il limite dei 50 Km/h ma tutti vanno ben oltre e in questa piccola frazione i problemi sono tanti, a partire dai due attraversamenti pedonali ormai cancellati. Incontriamo Valerio Sabattini, pensionato: «Il traffico inizia alle 6 del mattino e per i pedoni questa strada è un pericolo. Sono 50 anni che abito qui è il traffico è sempre sostenuto e quando succede qualcosa in autostrada si blocca tutto».

Proseguiamo fino ad Appalto di Soliera. Dopo un curvone la strada si apre e in molti, se davanti a loro hanno qualcuno che va piano, sorpassano creando situazioni estreme. I residenti lamentano soprattutto la mancanza di un impianto semaforico per attraversare la strada. «Siamo terrorizzati ad attraversare la strada per andare a prendere la corriera, anche in bicicletta si fa fatica a girare», ci racconta la signora Rivalda Pini. Altri clienti del bar dove abbiamo fatto le interviste si sentono tagliati fuori e chiedono una pista ciclabile per raggiungere Modena o Carpi, come è stato fatto con Vignola. Così è (se vi pare).

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ven

10

giu

2011

Nel centro storico c’è il festival della sosta vietata

Chiamatela zona franca. Passate le barriere del city pass una delle pratiche più diffuse nel centro di Modena sembra essere quella della sosta selvaggia. Lungo le strade strette è possibile imbattersi in auto parcheggiate in mille modi, spesso anche sotto i segnali di divieto di sosta e di fermata. Come in piazzetta Selmi, dove al lato del portico una decina di auto ogni giorno vengono parcheggiate senza badare al divieto esposto sopra, e ben visibile da tutti. Il nostro giro continua lungo via dei Servi e, proprio davanti all'istituto d'arte Venturi, troviamo altre due auto messe tranquillamente sopra i posti riservati ai motocicli.

Arriviamo all'incrocio tra via Canalino e via Castellaro. La strada è stretta e a malapena ci passano due auto, ma è proprio qui che si possono vedere infrante le regole che vengono insegnate a scuola guida. In teoria nell'area dell'incrocio si dovrebbero lasciare tutti i mezzi ad almeno cinque metri di distanza dall'intersezione, in pratica non è così e tutti parcheggiano l'auto a pochi centimetri, causando intralcio agli altri veicoli in transito. Sono anche i commercianti della zona a lamentarsi di questa cattiva abitudine, abbastanza diffusa fra i residenti del centro storico, come ci spiega una negoziante di via Castellaro:

La sosta selvaggia crea anche dei problemi a chi in centro ci lavora, come i facchini che a volte devono lasciare i furgoni nel bel mezzo della strada perchè le aree dedicate al carico e allo scarico spesso sono occupate da altre automobili. La conseguenza poi è che il furgone blocca il traffico, e ciclisti e pedoni si ritrovano a fare dei veri e proprio slalom in pochi centimetri di spazio fra specchietti e paraurti. Sempre in via Castellaro incontriamo un vigile della Polizia Municipale che, a microfoni spenti, ci spiega: >. In questa situazione di stallo a guadagnarci sembrano gli automobilisti indisciplinati che, indisturbati, continuano a sostare sui marciapiedi o sotto i divieti.

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dom

15

mag

2011

Marzaglia, il parroco ospita gli sgomberati

MODENA. Dopo lo sgombero di martedì a Marzaglia tre famiglie si ritrovano a dormire dentro alcune tende nel parcheggio della parrocchia. Era da novembre che queste persone in difficoltà avevano trovato una sistemazione temporanea, ma abusiva, con l'aiuto del collettivo Prendo Casa, ora la situazione è precipitata con 6 bambini costretti a vivere in tenda.

Forte la disperazione di una delle madri, preoccupata per i figli: ‹‹I miei bambini stanno male e si sono ammalati: ci troviamo in strada. In Marocco non c'è più la mia famiglia e qui siamo soli››, e il marito ‹‹Siamo vittime di questa crisi. Viviamo da 12 anni in Italia. Prima era tutto regolare. In pochi mesi tutto è cascato››. Piero, del collettivo Prendo Casa, affronta l'argomento spinoso delle nuove case e aeree edificabili: ‹‹Il collettivo e le famiglie non pensano che l'occupazione e l'abusivismo siano la soluzione al problema. Noi diciamo solamente che i tanti edifici vuoti potrebbero essere messi a disposizione per dare una valvola di sfogo e attenuare il problema casa a molte famiglie››.

Solamente poche settimane fa la graduatoria per l'assegnazione delle case popolari si era esaurita, lasciando fuori molte famiglie:‹‹Noi crediamo di aver offerto un modello a costo zero all'amministrazione comunale. Queste famiglie non sono mai state a carico della collettività, e volevano anche stipulare un contratto con Hera, ma dopo tutto si è bloccato››, aggiunge Enrico di Prendo Casa. E nella frazione cosa ne pensano? Per il fornaio di Marzaglia ‹‹Non facevano male e non davano fastidio, il Comune ha fatto male. Ora non siamo in tempi di elezioni. Dovevano dargli una mano››. 

Più dure le parole di don Giovanni Neri, parroco di questa piccola comunità a ovest di Modena: ‹‹Due capifamiglia hanno un lavoro, l'altro è disoccupato. Dopo lo sgombero il collettivo mi ha chiesto di poter mettere le tende nel parcheggio per questa situazione che si è creata. In questo periodo di crisi il centro sinistra dovrebbe essere proteso verso la solidarietà e la condivisione, ma pare che cessati gli ideali sia rimasto solo il capitale››. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

La Mille Miglia ha reso onore al Drake

MODENA. Un ruggito ieri pomeriggio ha attraversato le strade modenesi. E' stato quello della 1000 Miglia, la rievocazione della storica gara da Brescia a Roma e ritorno. 375 gli equipaggi impegnati alla guida di rare auto d'epoca. Ma quest'anno la tappa modenese ha assunto anche un valore speciale con il passaggio davanti alla casa dove nacque Enzo Ferrari e che il prossimo dicembre vedrà l'apertura del museo a lui dedicato. Tantissimi i modenesi lungo le strade per vedere i bolidi da vicino. «E' un avvenimento importante e molto bello - dice un universitario abruzzese che studia ingegneria meccanica a Modena - Sono venuto qui proprio per la tradizione motoristica che esiste in questa città».

Sono state cinque vittorie infatti a legare Modena alla 1000 Miglia con l'Alfa della Scuderia Ferrari, e poi Ferrari, Maserati, Stanguellini. Il legame con questa terra è ancora radicato. Ma quanto è cambiata oggi questa corsa? Lo chiediamo a un signore: «Prima era una gara dove vedevi partire le Topolino, le 1100, e al traguardo ne arrivavano la metà. Adesso è una gara di regolarità ma il fascino è rimasto intatto, ieri come oggi, un fatto confermato anche da una ragazza. Non si assiste tutti i giorni a questo spettacolo. E' veramente bello!». Equipaggi da tutta Italia, ma anche da Hong Kong. Due infatti i cinesi alla guida di una Ferrari blu: «Partecipiamo a questa gara da due anni. Amiamo l'Italia ed è emozionante».

Un pilota fermo per le verifiche ci spiega il tratto più affascinante del percorso: «Il passaggio della Futa. Ma l'emozione più bella è vedere tutta la gente per strada». Presenti anche un gruppo di ragazzi spagnoli, tifosissimi di Alonso: «Ci troviamo a Modena da un nostro amico e oggi siamo stati molto fortunati. Abbiamo avuto la possibilità di vedere da vicino tutte queste macchine stupende». Perchè viviamo nella capitale dei motori? «E' una questione di ambiente e di persone; come la Romagna è la capitale del motociclismo», cosi rispose Enzo Ferrari a una domanda di Enzo Biagi. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

I FURBETTI DEL VOLANTE/1 Rettilinei, dove tutti si sentono Schumi

MODENA. Come sono i modenesi alla guida? Per rispondere a questa domanda abbiamo condotto un viaggio attraverso i principali comportamenti scorretti tenuti al volante. A rispettare il limite di velocità si fa proprio fatica. E come resistere alla tentazione di spingere sull'acceleratore quando tutte le utilitarie vantano prestazioni da record, accelerazioni emozionanti e tanti, tanti cavalli sotto il cofano, come vediamo tutti i giorni per televisione?

Come vedremo, nella culla della Motor Valley il limite di velocità non è rispettato. Abbiamo scelto un paio di punti strategicamente ideali per chi ha la passione per il "piede a tavoletta". Tangenziale Nord Carducci. Sembra di uscire dalla corsia dei box ma dietro non ci sono Alonso, Hamilton e Vettel. Ci sono altri automobilisti come noi e a rispettare il limite dei 70 km/h sembra quasi che intasiamo il traffico. Infatti nello specchietto retrovisore vediamo una colonna di altri automobilisti pronti a sorpassarci, con la freccia accesa e il piede pronto sull'acceleratore.

Nel tratto che va da via Canaletto sud all'uscita per via Divisione Acqui veniamo sorpassati da 49 veicoli di tutti i tipi, auto, furgoni, camion e questa è la normalità. Sulla tangenziale tutti gli automobilisti viaggiano fra i 100 e 110 km/h, che in condizioni di traffico sostenuto, come si verifica nelle ore di punta, può diventare critico anche per la sicurezza. Viale Italia. Lunghezza Davanti a noi un lungo rettilino con due corsie larghe e l'asfalto lucido che invita la totalità degli automobilisti alla "tiratina". Sembra una pista, invece siamo in città e qui vige il limite dei 50 km/h. Ma su questa strada siamo solamente noi a rispettarlo e tutti infatti ci sorpassano.

Arriviamo al primo incrocio, quello con viale Corassori. Al semaforo scatta il verde. Sembra l'inizio di un gran premio e alla partenza veniamo bruciati da tutti i veicoli davanti a noi. Al secondo incrocio, quello che interseca via San Faustino, tra l'altro controllato da un apparecchio "fotored", la scena si ripete. Siamo in settima posizione, bruciati anche questa volta. Di fianco a noi scorre l'ex caserma dell'Ottavo Campale e arriviamo all'ultimo incrocio, quello con via Emilia Ovest. Stessa identica scena. Ma quanto si rischia e che cosa prevede il codice della strada in materia di limiti di velocità? La normativa è contorta e induce l'automobilista alla trasgressione, complice anche il sistema della percentuale che "sconta" l'eccesso nel limite del 5%. 

E' l'articolo 142 del CdS che detta le condizioni: il superamento del limite di non oltre 10 km/h non comporta la perdita dei preziosi punti, ma solo una multa da 38 a 159 euro. Se si oltrepassano i 10 km/h e fino a 40 km/h - per esempio in città procediamo alla velocità di 95 km/h - la sanzione passa dal pagamento di una multa dai 159 a 639 euro, perdendo anche 3 punti dalla patente. Ma se la multa non viene contestata immediatamente ecco che viene in aiuto l'articolo 126bis del CdS che prevede la possibilità di non dichiarare chi si trovava alla guida del mezzo, senza perdere così neanche un punto dalla patente. Ogni anno sono 300mila i feriti, ed oltre 20mila i disabili gravi vittime della strada. Sicurezza non fa rima con velocità. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

I furbetti del volante/2. Strisce pedonali, cose da Far West

MODENA. Un duello in stile western che si ripete ogni giorno sulle strade: il pedone guarda l'automobilista, chiedendo di poter passare. L'automobilista guarda il pedone incurante di lui, e tira dritto. C'è il padre che ferma il figlio. C'è chi attraversa correndo, ma anche chi guarda attentamente all'orizzonte prima di incamminarsi. Questo è quanto accade quotidianamente sui 3 passaggi pedonali di viale Tassoni, viale Crispi e viale Caduti in Guerra. ma è una costante in tutta la città. Cominciamo dal primo. Serve coraggio. L'attraversamento su via Tassoni è situato dopo cira 30 metri da un impianto semaforico e gli automobilisti che si fermano prima all'incrocio hanno poca voglia di interrompere di nuovo la marcia per far passare un semplice e indifeso pedone. Su questo viale poi tutte le auto viaggiano ben al di sopra del limite dei 50Km/h consentiti in città, e per questo motivo sono tante le persone che guardano bene prima di attraversare le strisce per evitare l'investimento. Pericolosità. Ci spostiamo su viale Crispi, zona stazione dei treni, ma anche qui il ritornello si ripete. Sono le 17.45, cioè l'ora di punta sull'anello dei viali. Il passaggio, anche questo solo per pedoni e non per ciclisti, è utilizzato soprattutto da chi dal centro deve andare in stazione. L'attraversamento è posizionato poco dopo l'uscita di una corsia del cavalcavia Mazzoni e anche in questo caso sono molti gli automobilisti che, pur vedendo un pedone sulle strisce, preferiscono proseguire come nulla fosse. Strisce poco segnalate. Concludiamo l'inchiesta al passaggio pedonale di fronte all'ex cinema Principe. La posizione non è proprio delle migliori in quanto le auto escono in piena accelerazione dalla rotatoria di piazzale Bruni. E qui assistiamo a una scena poco edificante. Un ragazzino con una chitarra a tracolla, ben visibile a tutti, e sulle strisce in attesa di poter passare ma sono ben 19 gli automobilisti che, incuranti della sua presenza, continuano indisturbati la guida... Le regole. L'automobilista che vede un pedone in prossimità o sopra le strisce è obbligato a interrompere la marcia, e la mancata precedenza ai pedoni con il nuovo Codice della Strada è sanzionata con 8 punti e da 150 a 599 di multa.Se la legge in questo caso parla chiaro, poco si fa per mettere in sicurezza molti attraversamenti, con illuminazione e deterrenti antivelocità. Per attraversare serve anche coraggio. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

I FURBETTI DEL VOLANTE/3 Il pericolo del cellulare al volante

Lungo le strade vediamo maxi manifesti con promozioni sulle tariffe telefoniche e sembra proprio questo il passatempo preferito dagli italiani: chiacchierare al cellulare. Ma se un conto è telefonare mentre si cammina, un altro lo diventa alla guida. Una cattiva abitudine trasversale a tutte le età e fascie sociali ma sono molti quelli che non sanno resistere alla tentazione di rispondere al telefono o di scrivere messaggi al volante.
E così succede tante volte di incrociare altri automobilisti impegnati in una conversazione al telefonino, ma oggi si è diffusa anche la moda - vietata - di guidare con il vivavoce acceso all'altezza del cambio, mentre sono pochissimi quelli che usano l'auricolare. Invochiamo l'intervento delle autorità ma è oggettivamente difficile beccare qualcuno sul fatto. Per vedere come si comportano i modenesi ci siamo messi in tre punti della città all'ora di punta: le 17.30. Vediamo come è andata.
Via Giardini. Ferma all'incrocio con viale Amendola troviamo una signora impegnata a parlare tranquillamente al telefonino. E'proprio su questi tratti a doppia corsia per senso di marcia che diventa più difficile farsi vedere dai vigili, come succede sulle tangenziali o in autostrada.
Ci spostiamo all'incrocio tra via Emilia e viale Trento Trieste. Qui vediamo una ventina di automobilisti parlare con disinvoltura. Una mano sul volante e l'altra al cellulare mentre sterzano, cambiano marcia e corsia. Arriviamo in via Emilia Ovest.
Di fianco ci sfilano guidatori dentro suv, familiari, sportive, utilitarie, ma tutti con un elemento in comune: parlare al cellulare. Ne vediamo anche uno in posizione innaturale: collo piegato quasi sulla spalla, e naturalmente al telefono. Ma questa che vi abbiamo raccontato non è una sfida contro le forze dell'ordine, è una sfida soprattutto alla sicurezza. Bastano pochi decimi di secondo a creare una distrazione, e l'incidente è dietro l'angolo con le conseguenze che tutti conosciamo. Chiudiamo con le sanzioni. Sono 5 punti e da 148 a 594 euro di multa, ma si può rischiare anche la sospensione della patente se si commette un'ulteriore violazione analoga. Se squilla il cellulare è meglio rispondere dopo. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

1. ANAGRAFE. Inizia il nostro viaggio nei tempi burocratici

MODENA. I servizi erogati sono tanti: certificati di nascita, stati di famiglia, autenticazioni, matrimoni e comunque bisogna armarsi di pazienza e attendere il proprio turno. E' il sabato dell'anagrafe, la mattina più lunga. Provare per credere. Comincia così un viaggio che abbiamo chiamato "Modena in coda". Quella che pubblichiamo oggi, raccontando una giornata all'anagrafe nel giorno più frequentato, è solo la prima puntata di una serie di approfondimenti legati alle file negli uffici pubblici tra documenti e certificazioni. 

L'anagrafe è comunque il caso principale, la fila che tutti almeno una volta nella vita sono costretti a fare. All'ingresso c'è un front office dove chiedere informazioni agli operatori, mentre a un distributore si ritira il ticket e si attende il proprio turno seduti, in un'ambiente informale, anche se in molti preferiscono aspettare in piedi. Ma è la rassegnazione il sentimento più diffuso che accompagna il cittadino al primo contatto con la pubblica amministrazione: chi prima arriva prima viene servito. 

La gestione del tempo è informatizzata e su ogni ticket è possibile leggere quanti sono gli altri utenti in attesa, mentre sui monitor si rimane costantemente aggiornati sulla propria situazione. Il tempo medio di attesa per effettuare una pratica all'anagrafe si attesta comunque intorno ai trenta minuti. Di mattina durante la settimana il servizio è scorrevole, ma in molti se possono cercano proprio di evitare il prefestivo. «Per uno stato di famiglia ci vuole almeno una mezz'oretta», dice una signora. Sono molti gli stranieri che approfittano del sabato per fare certificati e documenti. «Ci vuole un sacco di tempo per arrivare al numero ci dice un lavoratore».

E nel frattempo il display digitale sopra di noi scandisce l'attesa: abbiamo il numero 272, stanno servendo il 202, settanta persone davanti a noi non sono proprio una passeggiata. E con noi ci sono mamme in attesa e anziani, mentre le sedie sono finite. «Il sabato mattina - attacca un ragazzo - c'è fila ovunque. Un'ora da parte, due ore dall'altra, non si sa più come fare. D'altra parte chi lavora ha tempo solo il sabato e in mezza giornata deve condensare tante commissioni». 

Tutto questo fino alle 12.30, poi se ne riparla il lunedì, per chi può o per chi ha la possibilità di chiedere un permesso. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

2. IL CENTRO UNICO PRENOTAZIONI

Gli anziani e i pensionati se la prendono con filosofia e non hanno fretta, c'è una lavoratrice che ha preso il permesso apposta. C'è invece chi dovrà aspettare quasi due ore e perderci la giornata. Stiamo parlando del Cup di via del Pozzo, il centro unico per le prenotazioni dell'azienda Usl, che ogni mattina è preso d'assalto da centinaia di persone.
L'ambiente della sala è sobrio con il linoleum giallo per terra, e per rompere l'attesa ci sono alcuni distributori automatici di bevande e snack, ma non bastano per evitare discussioni, imprecazioni e vistosi cali di pazienza tra i presenti.
Il tempo speso per una prenotazione allo sportello si va a sommare alla lista d'attesa per ricevere una prestazione sanitaria e le visite mediche: chi riesce a fare tutto in meno di un'ora è un privilegiato. «Un'ora? Magari. E' già la seconda volta che vengo e devo sempre chiedere ore di permesso a lavorare».
Gli sportelli aperti al pubblico invece sono sette con orario continuato dalle 7.30 fino alle 18.45, tutti i giorni tranne il sabato. L'attesa viene gestita attraverso un semplice distributore di ticket subito all'ingresso, mentre i display che indicano il numero servito agli sportelli diventano una sorta di altare al quale rivolgere preghiere per essere serviti in tempi brevi.
La sensazione diffusa tra la gente, comunque, è quella di aspettare con calma il proprio turno seduti su una panchina, anche se in molti preferiscono stare in piedi con una positiva accettazione che le cose vanno così: «Ho preso la mattina libera per venire qui ma la stessa situazione l'avevo trovata più di un mese fa», dice un ragazzo, mentre un signore invece ha fatto tutto in poco più di mezz'ora e per lui è andata bene. Esiste la possibilità di prenotare le visite in altri modi tramite telefono, nei centri commerciali e presso le farmacie convenzionate, ma il Cup di via del Pozzo rimane sempre il più frequentato: «Preferisco venire di persona - ci racconta una signora in pensione - perchè il rapporto diretto, quando ci sono da gestire esami per salute, mi rende più tranquilla. Al telefono ho paura di sbagliare».
E così si continua, tra un numero e l'altro, tra chi è tranquillo perchè ha solo un dito rotto e tra chi, invece, ha problemi ben più gravi. Il Cup è anche questo, un mondo fatto di storie più o meno delicate che si intrecciano in una fila rassegnata. Composta ma rassegnata, perchè qui i problemi a cui pensare sono altri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

 

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dom

15

mag

2011

3. L'INPS. Prima ancora che allo sportello i problemi iniziano sulla strada, con la caccia al parcheggio

MODENA. La terza puntata della nostra inchiesta sugli uffici pubblici e i tempi d'attesa fa tappa alla direzione provinciale dell'Inps in viale Reiter. In un giorno infrasettimanale, complice la viabilità di questa zona, tra sensi unici e sensi vietati, trovare un parcheggio diventa una piccola odissea tanto che si perdono minuti importanti per effettuare il servizio.

E così succede che alcuni parcheggiano l'auto in doppia fila sul viale e dopo vanno a prendere il numero per fare prima. Gli ingressi dell'Inps sono tre e corrispondono a servizi diversi: l'ufficio centrale al piano terra dove fare tutte le pratiche, un altro dedicato agli invalidi e alle visite mediche, uno rivolto alle aziende e ai lavoratori dipendenti e autonomi. Entriamo anche noi nell'ufficio centrale e troviamo una quarantina di persone in attesa fra pensionati e lavoratori. 

C'è chi aspetta in piedi, chi seduto. Dietro lo sportello informazioni troviamo una sola addetta alle prese con tante richieste, si va dalla domanda di disoccupazione alla cassa integrazione straordinaria, cosa purtroppo molto di moda da un paio d'anni a questa parte. L'attesa invece viene gestita da un sistema informatico che calcola quanti sono gli utenti in fila, ma la vera novità che caratterizza la sala è la televisione.

Proprio la tv diventa un palliativo per l'attesa, dove poter leggere attualità e cronaca con le informazioni sui servizi erogati dall'ente di previdenza sociale. «Stamattina ho fatto presto: mezz'ora di attesa!», ci risponde sorpreso un utente, e un altro aggiunge: «Un'ora per fare una dichiarazione d'imposta. Non mi sono trovato bene - prosegue indignato - perchè una volta mi era stata detta una cosa e oggi un'altra. Prendi il biglietto, vai allo sportello, poi ti fanno ritornare indietro e ritorni a fare la fila». La burocrazia causa anche questo, anche se il malcontento è abbastanza diffuso tra chi esce dall'Inps dopo aver aspettato dai canonici trenta minuti fino a un'ora di attesa.

Ci spostiamo nell'area aziende, situata al secondo piano, e anche qui troviamo una decina di utenti in paziente attesa. L'ufficio non è dei più grandi e manca anche l'accesso per i disabili. Per questo bisogna rivolgersi all'ufficio centrale al piano terra. «E dire che adesso sono anche più veloci di prima», risponde un professionista venuto qui per sbrigare delle pratiche. Gli orari sono tutti al mattino fino alle 13 e solo il giovedì fino alle 17, ma per smaltire la fila evidentemente non basta. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

4. LE POSTE. Si aspetta anche qui

MODENA. "Scegli la coda che vuoi, non sarà mai la più veloce". Così recita una delle ironiche leggi di Murphy. La quarta puntata della nostra inchiesta sui tempi di attesa negli uffici pubblici arriva alle sede delle Poste in centro, al civico 86/C, di fronte al portico del Collegio. Sono gli uffici più grandi della città, con più sportelli per l'utenza e con il market shop interno dove comprare qualcosa e magari rompere l'attesa quando c'è la fila.

Tutti i giorni l'affluenza è alta e sono tanti i cittadini che vengono qui per ogni tipo di servizio: vaglia, spedizioni, fax, bollettini, bollette. Varcato l'ingresso troviamo due distributori di numeri che, soprattutto per gli anziani, diventano un totem di difficile lettura: spedizioni e raccomandate, servizi finanziari, Postamat. Un signore all'uscita:

"Non sono riuscito a fare l'operazione. C'è stato un blocco al servizio Internet e devo tornare fra mezz'ora". E una ragazza aggiunge: "Cinquanta minuti per prendere un modulo. Potrebbero migliorare le tempistiche, però gli impiegati sono tutti molto disponibili". Un punto a favore. Ma quando si entra negli uffici pubblici serve anche un po di fortuna:

"Oggi è ottimo, di solito sono più lunghi, ma a mio avviso sarebbe indispensabile adibire uno sportello ai soli pagamenti per ridurre gli affollamenti che si creano ed evitare disagi" dice una signora. Che cosa ha fatto stamattina? "Ho spedito i soldi nel mio Paese, poi ho pagato le bollette e ci ho messo quasi venti minuti" risponde un giovane lavoratore straniero. Ma alcuni cittadini dicono che il problema delle attese aumenta negli uffici di periferia, soprattutto in quelli aperti anche il pomeriggio, che alla fine sono pochi.

Come quello di via Canaletto, piccolo e sottodimensionato rispetto al bacino di utenza, che va coprire i quartieri Sacca e Crocetta e che intorno alle 17 regolarmente si intasa tra chi va a ritirare avvisi in deposito e a fare spedizioni. Ma torniamo in centro. Alcune persone entrano, prendono il numero, trovano la fila e così ne approfittano per guardare qualche vetrina in via Emilia. "Ho dieci persone davanti a me. Vado a fare due passi e poi torno", dice uno studente in Erasmus a Modena. Ma per diversificare la clientela le Poste hanno anche il sistema della corsie preferenziale: se sei cliente con il conto corrente postale hai la precedenza su tutti, con un ticket a numerazione speciale. 

"Ho fatto prestissimo. Da quando ho il conto tutti i servizi sono velocissimi. Prima invece quando non ero cliente qualche problema c'era, ma adesso nessuno" dice un ragazzo appena uscito. Ma in Italia fatta la legge creato l'inganno, ed ecco che alcuni per far prima prendono tutti i biglietti riservati a diversi servizi e poi aspettano il loro turno, come ci racconta un ragazzo che assiste spesso a questo malcostume abbastanza diffuso alle Poste. Prima di andare via ritroviamo il signore del servizio Internet, ritornato dopo quasi mezz'ora ma che anche questa volta non ha potuto svolgere l'operzione; "Hanno ancora dei problemi alla linea. Il servizio così non è accettabile.

Devo ritornare domani, rifare nuovamente la fila e aspettare" dice con evidente rassegnazione. Alle volte ci vuole un minuto, altre volte ci si perde anche un'ora, e così passa una mattinata di ordinaria amministrazione alle Poste. RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

5. MOTORIZZAZIONE Uno sportello per agenzie, uno per "semplici" cittadini: è un terno al lotto

MODENA. Motorizzazione Civile, via Galilei. Il posto dove tanti giovani escono contenti dopo aver preso la patente, ma anche quello dove cittadini e utenti se ne vanno indignati dopo aver aspettato troppo per fare una pratica. Tra frotte di giovani in attesa sugli scaloni per il quiz della patente, entriamo anche noi dentro gli uffici, che andrebbero riammodernati: quello principale ha dei colori sbiaditi e l'arredo non tanto recente gli donano un aspetto un po' demodè. Il numero si ritira da due macchinette e poi comincia l'attesa. Anche qui va a momenti: alcune mattine gli sportelli sono pieni, in altre c'è meno afflusso e si fa prima.

"Bisogna essere fortunati e sperare solo di non trovare intoppi" come racconta un signore che ha accompagnato sua moglie. Ci ha messo circa un quarto d'ora, però non ha risolto il problema della targa del suo ciclomotore perchè deve compilare un modulo. "Insomma si va per le lunghe e dovremo ritornare", conclude amareggiato. "C'è un po' di disagio per gli anziani perchè si presentano qua in Motorizzazione non sapendo bene quali sono le formalità da fare" dice un professionista del settore auto. 

E le formalità sono tante, vere e proprie pratiche in cui bisogna sapersi destreggiare: a volte ricorrere a un'agenzia diventa l'unica alternativa perchè le norme sono difficili da interpretare per il semplice cittadino. "Io sono rimasta sconvolta in senso buono perchè ci ho messo poco a chiedere informazioni e gli impiegati sono stati anche molto gentili. Sono stata alla posta, sono ritornata qui e nel giro di due o tre giorni mi dovrebbero dare il duplicato del libretto" dice una signora. 

Per andare invece all'ufficio patenti bisogna uscire e dirigersi verso l'ingresso laterale, attraverso una porta a specchi dotata di ingresso per disabili. Un signore all'uscita: "Ho chiesto la mia posizione e in dieci minuti ho fatto tutto. Per la patente della moto fatta in agenzia servono quasi 800 euro, per me, che la voglio fare da privato, è una selva oscura. Il problema non è la Motorizzazione ma è la legislazione che cambia costantemente". La burocrazia è il fantasma che si nasconde dietro ogni pratica. Per un semplice duplicato della patente la produzione di documenti è impressionante: bisogna prima fare un versamento in posta, poi fare delle fototessere, e infine portare una denuncia di smarrimento fatta alla polizia. 

Una volta completato l'iter si può presentare la domanda, ma basta la sola mancanza di uno di questi documenti per ritornare a fare attese a sportelli e uffici. Un ragazzo che incontriamo all'uscita racconta delle precedenti esperienze all'ufficio patenti. "Sostanzialmente trovavi venticinque persone in attesa e solamente due sportelli al servizio, perchè uno è riservato alle agenzie e alle autoscuole, mentre uno soltanto per i privati, che sono i semplici cittadini". Chiediamo che cosa secondo lui si potrebbe migliorare: "Per affrontare certe giornate in cui dentro è pieno di persone, forse si potrebbero aumentare il numero di sportelli, ma la vedo RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

6. AGENZIA ENTRATE Prosegue in nostro viaggio negli uffici pubblici della città

MODENA. «Nel complesso pensavo peggio». «Non ho commenti da fare». Queste sono solo alcune delle interviste che abbiamo raccolto davanti all'Agenzia delle Entrate in via delle Costellazioni, nell'ente più temuto, quello che controlla le evasioni fiscali e compie gli accertamenti ai tributi dei cittadini e delle imprese. Più caustiche le parole di un altro utente indignato all'uscita «Giudizio negativissimo». 

E' la mattina di mercoledì e anche qui, come abbiamo visto all'Inps di viale Reiter, trovare parcheggio non è poi così tanto facile. Dipende sempre quanti sono gli utenti che si recano agli uffici «I periodi peggiori per l'utenza sono l'inverno, sotto Natale, e prima dell'estate», dice una professionista che viene spesso qui per motivi di lavoro. Tra il via e vai composto da persone di tutte le età, notiamo quella solita rassegnazione che abbiamo visto presso gli altri uffici. Per il cittadino fare una qualsiasi pratica vuol dire perdere tempo prezioso. 

Passata la porta a specchio ecco che subito dopo troviamo la tanto sospirata fila: sono più di quindici le persone in attesa per chiedere informazioni e prendere il numero «Adesso i biglietti li distribuiscono direttamente loro - dice una signora - attraverso l'addetto subito all'ingresso». Infatti dentro il salone non troviamo la classica macchinetta dei numeri come negli altri uffici, ma dipende dalle giornate: a volte qui si aspetta anche di più e sicuramente ritirare il biglietto manualmente allunga i tempi e crea disagio, soprattutto perchè bisogna aspettare in piedi. «Spesso e volentieri c'è molta coda - specifica un'avvocata - ma noi abbiamo uno sportello riservato e ci mettiamo poco». 

L'ufficio è spazioso, le pareti sono azzurrine con le colonne giallognole. L'atmosfera è istituzionale e il contatto con l'utente viene gestito senza barriere, seduti di fronte all'impegato, ma c'è chi vorrebbe una maggiore accoglienza, più calore «Negli uffici pubblici italiani non siamo abituati a questo», ci dice una signora all'uscita. Per andare negli uffici ci vuole sempre il giusto mix di pazienza, fortuna e scetticismo, come ci risponde un signore «E' andata bene!», ma c'è anche chi è stato meno fortunato «Per consegnare un documento ci ho messo un'ora. La prendiamo con calma, agli sportelli si fa anche presto, ma si perde tempo alla reception», aggiunge una signora che si avvia verso il parcheggio. Il tempo è denaro, ma il tempo perso in fila chi lo rimborsa al cittadino? RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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dom

15

mag

2011

7. EQUITALIA. Ore di rassegnata attesa per mettersi in regola con multe e tasse

MODENA. E' con un vero e proprio sentimento di sconforto misto a rassegnazione che il cittadino si reca agli sportelli di Equitalia, un nome che per molti fa rima con tasse, pignoramenti, taglio delle utenze. Se non paghi una multa o una bolletta ecco che entra in gioco questa società dalla forma privata ma dall'azionariato pubblico, creata appositamente per riscuotere tributi e debiti fiscali, e che ha chiuso il 2010 con il bilancio in attivo nonostante la crisi economica. Ma per verificare l'efficienza e la velocità del servizio siamo stati negli uffici di Modena, in via Emilia Ovest. «Bisogna aspettare ovunque, qui come in altri posti», ci risponde una professionista che di più non aggiunge per motivi di lavoro e pubbliche relazioni. «Ho aspettato solo due minuti. E'andata benissimo», ma dopo i pochi commenti positivi ecco che incontriamo una serie di cittadini scontenti e indignati. Gli errori della burocrazia spesso fanno perdere ore preziose, come nel caso di un barista di Sassuolo venuto fin qui per capire la sua situazione: «Non posso rateizzare una cartella del 1992 e devo pagare degli arretrati. Ho aspettato un'ora e mezza, lavoro, ho un'attività e ho perso tempo. Darò tutto in mano a un avvocato. E' stato un vero disastro». E per avere un'informazione? «Oltre due ore», ci risponde un signore, mentre un ragazzo aggiunge «una mattinata trascorsa qui. Più di due ore sommate alla scortesia degli addetti allo sportello. Avevo messo in conto una mezz'oretta, non due ore. Una tragedia». Gli uffici sono aperti solo la mattina e per molti è difficile conciliare gli orari di lavoro con i tempi burocratici. «Ho pagato una multa. E'la prima volta che vengo qui e mi auguro che sia anche l'ultima», così ci saluta una cittadina prima di andare via di fretta. Ma a volte è meglio prevenire che curare: «Sono venuto per verificare un bollo non pagato di una macchina già venduta. Controllo adesso per scrupolo perchè un domani rischi di trovarti multe e altri salassi». Anche da Equitalia ci sono degli orari in cui è meglio venire e altri da evitare, come succede alle Poste o all'Anagrafe. Ma adesso per l'utenza qualcosa è cambiato con l'attivazione dei canali on line per velocizzare attese e procedure, anche se serve sempre una certa dimestichezza con il computer. C'è la crisi ma il fisco non guarda in faccia a nessuno. © RIPRODUZIONE RISERVATA GAZZETTA DI MODENA

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mar

19

apr

2011

Il mondo del lavoro è cambiato. In peggio?

Quel giorno tutti i lavoratori di Modena si unirono per scioperare contro il licenziamento di 310 lavoratori alle Fonderie Riunite. 

Era il 9 gennaio 1950. 

E oggi?

Oggi il mondo del lavoro modenese si presenta diviso.

Alla Terim, proprio in questi giorni, un gruppo di operai sta bloccando la fabbrica per difendere l'occupazione di 40 lavoratori, mentre gli altri dipendenti del gruppo si sono recati alla Prefettura per chiedere di riaprire l'azienda e ritornare a lavorare.

La crisi fa paura a tutti ma che cosa è cambiato dal 1950 ad oggi fra i lavoratori, tra gli imprenditori, nei sindacati e nel tessuto sociale modenese?

La riflessione è aperta.

 

Qui sotto trovate alcune interviste realizzate durante le celebrazioni per il 9 gennaio 1950.

 

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mar

05

apr

2011

Come nascono le nuvole

Un pomeriggio di aprile. Ecco come nascono le nuvole.

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mer

30

mar

2011

Tutti contro TIM?

Ecco alcuni dati sulla telefonia mobile in Italia.

Si nota il sorpasso di Vodafone e l'aumento dei clienti di Wind.  Che cosa può fare Tim per recuperare quote di mercato? Non dimentichiamo che Tim fa molto per la responsabilità sociale e sponsorizza sport e cultura, ma questo non basta per recuperare nuovi clienti.

 

 

Vodafone. Nel 2010 chiude con quasi  30,6 milioni di clienti.

Tim. Nel 2010 il numero delle linee mobili di Telecom Italia è pari a circa 30,5 milioni di clienti.

Wind. Clienti telefonia mobile sfiorano i 20 milioni di clienti.

3 Italia. Nel 2010 il numero dei clienti è di 9 milioni.

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mer

23

mar

2011

Social network per scopi militari?

Egitto, Tunisia e Libia.

Tre nazioni del nord Africa sono in agitazione. 

Ma davvero i social network hanno svolto un ruolo centrale nella diffusione del dissenso?

Analizziamo alcuni dati utilizzando proprio con le principali risorse web come Google Trends e Facebook. 

Cominciamo dall'Egitto. Gli utenti iscritti al più popolare social network sono il 6,9 % della popolazione totale. 

Ecco anche i dati forniti da Google Trends sull'andamento degli accessi a Facebook.

 

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mar

22

mar

2011

Teorie del complotto e (fanta)scienza

Sembra fantascienza ma è possibile che dietro al terremoto in Giappone si nasconda un esperimento militare?  

E che le scie nei cieli siano studi per modificare il clima nel mondo?

Queste sono solo alcune delle ipotesi che si rifanno al NWO, ovvero il New World Order, un complotto nato con la finalità di conquistare il dominio sulla Terra.

Ecco una breve sintesi delle più famose: HAARP, Chemtrails, fluoro. 

Verità, false verità, verità non dette. Che cosa si nasconde dietro? 

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lun

14

mar

2011

Stellar. Il nuovo singolo di Nicola Zucchi

Ecco l'ultimo singolo di Nicola Zucchi, prodotto dalla Variavision Studio. 

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gio

24

feb

2011

L'autobus a Modena? Costa più della metropolitana

Polveri sottili, inquinamento, blocchi del traffico.

Per dare il nostro contributo all'ecologia si potrebbe usare il bus invece dell'auto. 

Ma ci conviene? Vediamolo insieme.

Perchè il trasporto pubblico diventi una valida alternativa al privato dovrebbe avere 
prima di tutto un prezzo concorrenziale e la comodità.

Ma queste due cose non sempre coincidono. 

Proprio in questi giorni il consiglio comunale di Modena ha deliberato l'aumento del 
prezzo del biglietto da 1,05€ a 1,20€.

In poche parole l'autobus a Modena costa più della metropolitana a Milano che con 1€, tra 

l'altro, consente l'uso intermodale di metropolitana, bus e ferrovie.

Faccio una prova e come tanti modenesi vado al Grande Emilia, 
questa volta con il bus. 

Il biglietto lo pago 1,20€ e comprende il passaggio dalla zona urbana alla zona 1.

Raggiunta la destinazione la prima cosa che salta alla vista è la grande e calorosa 

accoglienza per chi arriva qui, in auto. 

Parcheggi grandi, comodi, vicinissimi agli ingressi principali proprio come nei centri commerciali americani.

E per me che sono arrivato con l'autobus? 

Una semplice e poco attraente fermata lungo la trafficata via Emilia.

Dopo un breve giro nel centro e scaduti i 75 minuti a disposizione, 
programmo il rientro verso Modena e acquisto nuovamente il biglietto, un altro 1,20€.

Il totale ammonta così a 2,40€. 

E con l'auto invece? 

Per capire quanto viene a costare un Km con un'utlitaria per andare al Grande Emilia 
decido di consultare il tariffario chilometrico ACI.

Con sorpresa leggo che se la mia percorrenza annua rientra nei 15000 Km il costo 
complessivo €/Km sarà di 0,38 (il calcolo comprende:  interessi, tassa circolazione, 
assicurazione e manutenzione).

In base alla tariffa ACI, per percorrere la distanza da casa mia al Grande Emilia, quasi 7 Km, vado a spendere 2,66 € che sommati al ritorno diventano 5,32€.

Riepilogando: viaggio in autobus 2,40€ in automobile 5,32€.

Quasi il doppio, ma è proprio su questa differenza di 2,92€ che si consuma il duello fra trasporto pubblico e privato.

Chi vincerà? Di questo passo sicuramente non l'ambiente.

 

Marco Amendola

 

1. La rilevazione ACI è stata effettuata con il parametroFiat Punto 1.2/60CV del 2007 a benzina. 

2. Per altre informazioni sulle tariffe ATCM ecco il documento consultabile qui.

 

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lun

21

feb

2011

Modena Nord, uscita droga

Ogni giorno fiumi di droga attraversano l'Italia. E la droga scorre sulle autostrade.

Quelle del Sole e del Brennero vengono usate dai narcotrafficanti per trasportare 
gli stupefacenti, e Modena Nord è il punto in cui queste 
due grandi vie di comunicazione si incontrano.

A rifornirsi sono le ricche e tranquille province del nord e la cocaina diventa così la droga del week end, usata per imitare i comportamenti "giusti", da "fighetto", e dimenticarsi per una notte del torpore provinciale.

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ven

11

feb

2011

Case popolari. Il reportage

Un reportage che racconta la vita delle persone che abitano nelle case popolari. Storie diverse. Storie di vita. Storie vere.

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mer

09

feb

2011

Emozioni e pittura. Intervista a Davide Ricchetti

Davide Ricchetti

"Lo Stretto di Messina lo considero uno dei paesaggi più belli del mondo e regala emozioni in ogni momento della giornata" Questo è un brano tratto dall'intervista a Davide Ricchetti, artista e pittore che sta riscuotendo sempre più interesse da parte di critica e pubblico. Qui di seguito potrete vedere l'intervista integrale realizzata da Dialogarte, un programma di Reggio Tv. 

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gio

27

gen

2011

Il duello

E' uno spreco impiegare le forze dell'ordine per stadi mezzi vuoti e pochi tifosi?

Che crisi sta attraversando il calcio italiano?

Questo reportage mette a confronto il tifo nei diversi sport.

 

 

 

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dom

23

gen

2011

La vita al contrario di Woody Allen

“Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo”.

 

Woody Allen

 

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ven

07

gen

2011

Il vero prezzo del diesel

Volete sapere il vero prezzo del diesel? 

Ho condotto questo esperimento per vedere e tenere sotto controllo i famosi aumenti dei carburanti, la vera incognita dell'automobilista oltre al bollo e agli aumenti dell'RC auto.

Vi spiego nel dettaglio una verifica sul prezzo del diesel nella provincia di Modena e in alcune tratte autostradali.

 

 

 

 

 

Dati alla mano, ecco i prezzi più bassi e quelli più alti che ho pagato per 1Lt di diesel:

 

2008

Prezzo minimo: 0.945€/Lt

Prezzo massimo: 1.513€/Lt


2009

Prezzo minimo: 0.938€/Lt

Prezzo massimo: 1.149€/Lt


2010

Prezzo minimo: 1.048€/Lt

Prezzo massimo: 1.271€/Lt

 

Ma che cosa c'è in mezzo a questi numeri?

Ci sono gli aumenti durante le feste e il periodo estivo in cui le tariffe al distributore aumentano in modo imprevisto, ma c'è anche una strategia commerciale che finge di farci pagare meno in un certo periodo dell'anno ma che viene rapidamente smontata con il calcolo della media annuale del prezzo.


Eccola: nel 2008 il prezzo medio del diesel alla pompa è stato di 1.301 €/Lt; nel 2009 è stato di 1.024 €/Lt, mentre nel 2010 è stato di 1.180 €/Lt.
Viene da supporre, quindi, che le compagnie petrolifere abbiano un prezzo medio di 
vendita annuale ed è su quello che si basano per raggiungere i loro ricavi.

 

Marco Amendola

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dom

12

dic

2010

La Ferrari e Maranello. L'ultima gara

Ripropongo questi tre servizi realizzati tra Modena e Maranello durante l'ultima gara del mondiale di Formula Uno 2010. 

Nel primo video dal titolo "A 55 giri dalla fine" ho realizzato un piccolo report tra la piazza e la galleria Ferrari incontrando anche alcuni turisti svedesi, tutto di sabato pomeriggio.

Nel secondo video "Domenica rossa" invece sono stato a Maranello la domenica mattina, facendo un'intervista con due tifosi arrivati a bordo delle loro Ferrari stradali.

Nel terzo video "Pomeriggio di passione" racconto il lungo pomeriggio, dalla partenza con i tifosi del Club Enzo Ferrari Modena nella loro sede per poi andare in piazza a Maranello per raccogliere le testimonianze di tutti gli appassionati radunati a Maranello

 

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dom

21

nov

2010

Tutta la riviera romagnola sul web. In sei puntate

La riviera romagnola è un mito che si accende ogni estate a dispetto delle mode, dei decenni, della crisi. 

Ma è anche una riviera che sulla sua sabbia attraversa paesaggi, dove si passa dalla vacanza extra lusso al semplice week end. 

Dal campeggio al grand hotel, dagli yacht al golf club. 

Questa che vi raccontiamo è una vacanza alla scoperta del sistema turistico più grande in Italia.

Produzione Pongofilms.it con il contributo dell'Emilia-Romagna Film Commission.

 

RIVIERA - DA MODENA ALLA FOCE DEL PO - PUNTATA 1

http://www.youtube.com/watch?v=GC4Bu-k30H0

 

RIVIERA - DALLA FOCE DEL PO A CASALBORSETTI - PUNTATA 2 

http://www.youtube.com/watch?v=-LCXDQ7mUrU

 

RIVIERA - DA CASALBORSETTI A MARINA DI RAVENNA - PUNTATA 3

http://www.youtube.com/watch?v=Ee8bbIZezk8

 

RIVIERA - DA MARINA DI RAVENNA A MILANO MARITTIMA - PUNTATA 4

http://www.youtube.com/watch?v=3LuaijZa15M

 

RIVIERA - DA MILANO MARITTIMA A RIMINI - PUNTATA 5

http://www.youtube.com/watch?v=IWiXOm-OmR4

 

RIVIERA - DA RIMINI A RICCIONE - PUNTATA 6

http://www.youtube.com/watch?v=ntao_IctSNs

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dom

21

nov

2010

Riviera. Da Modena alla Foce del Po

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dom

21

nov

2010

Riviera. Dalla Foce a Casalborsetti

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dom

21

nov

2010

Riviera. Da Casalborsetti a Marina di Ravenna

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dom

21

nov

2010

Riviera. Da Marina di Ravenna a Milano Marittima

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dom

21

nov

2010

Riviera. Da Milano Marittima a Rimini

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dom

21

nov

2010

Riviera. Da Rimini a Riccione

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lun

01

nov

2010

Il cinema dei Dardenne

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gio

26

ago

2010

La banda delle giacche di pelle. Tra il poliziesco e il casello dell'autostrada

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sab

03

lug

2010

Italian Pulp Babe - Short movie

She's very fast. She's very hard. She is an impossible girl.

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sab

03

lug

2010

Riviera. Il documentario sulla riviera romagnola

Le vacanze in riviera, dalla foce del Po a Gabicce.
Trailer del documentario "Riviera" in uscita a luglio 2010

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sab

03

lug

2010

Il nuovo singolo del dj Nicola Zucchi

Il teaser del nuovo singolo "All i know" di Nicola Zucchi, prodotto dalla Variavision Studio.

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lun

10

mag

2010

Tele Film Festival 2010

La banda delle giacche di pelle, pilot per una serie poliziesca ambientata nella provincia italiana, si è classificata al primo posto al concorso "Gira il tuo telfilm" iniziativa in collaborazione con Telefilmfestival e Bonsai Tv.

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gio

08

apr

2010

Cinema in Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna è la regione in cui esiste una tradizione cinematografica che va dal documentario alla fiction. Ne sono testimonianza registi come Fellini, Bertolucci, Antonioni che hanno dato al cinema italiano film importanti.
In questo contesto si inserisce il regista Giorgio Diritti, autore del pluripremiato film "L'uomo che verrà".
La storia prende spunto dai tragici fatti dell'eccidio di Monte Sole a Marzabotto e viene raccontata completamente con il dialetto del luogo e attori scelti nelle zone in cui è stato girato il film.
Era difficile staccarsi da altri film incentrati sulla Resistenza italiana, ma in questo caso l'opera che ci viene consegnata è poetica, con uno sguardo preciso sulla realtà e la storia narrata.
Diritti ci immerge nel film attraverso gli occhi di Martina, figlia di contadini che lentamente vede salire l'occupazione tedesca fino al tragico e sanguinoso epilogo.
Ma la vera forza di questo lungometraggio consiste nelle immagini, negli attori, in un film che raccoglie in pieno la grande tradizione del cinema italiano ovvero quella di ritornare a parlare della nostra storia.
In conclusione alcune curiosità: il budget per la realizzazione è stato di circa 3.000.000€, sostenuti in gran parte dal soggetto pubblico come il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Mediateca Regionale Toscana - Toscana Film Commission, Fondazione del Monte e Cassa di Risparmio di Bologna, Cineteca Comunale di Bologna, Programma Media Unione Europea, Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana.
Al Box Office il film si è situato quasi sempre nelle ultime posizioni, incassando 1.068.215€, ma la scelta della distribuzione Mikado per un film difficile come questo è stata quella di tenerlo per un periodo più lungo nelle sale in modo da consentire il passaparola fra il pubblico.
Una scelta coraggiosa rispetto ai blockbuster che sembrano reti a strascico.

http://www.cinemaitaliano.info/luomocheverra
http://www.movieplayer.it/film/22908/l-uomo-che-verra/statistiche/


Marco Amendola

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gio

08

apr

2010

Giovane adulto o tardo adolescente?

Giovani adulti. Tardo adolescenti. Inoccupati. Autonomi. Precari. Dipendenti. Somministrati. Interinali. Indet. Det. Sono tutte parole entrate di prepotenza nel linguaggio giovanile e che racchiudono al loro interno storie e significati diversi, anche preoccupanti.
Quello che si presenta davanti agli occhi dei ragazzi è un mondo del lavoro frammentato, dove anche il lavoro a tempo indeterminato non assicura più certezze come succedeva invece non tanto tempo fa.
Trovare un lavoro che piace è diventata un'impresa difficile, trovare una proposta  che sia all'altezza degli studi condotti è ancora più dura. Di fronte a queste situazioni di incertezza sono proprio i giovani a reagire, mettendosi in proprio, facendo networking e creando reti di professionisti con idee e proposte concorrenziali rispetto al mercato tradizionale. Il settore in cui si posizionano maggiormente le attività è quello del terziario e dei servizi, ma a volte è anche dentro alle università che si vedono nascere vere e proprie imprese, fatte da studenti. Si chiamano "Spin Off".
Questo fenomeno viene semplificato con il termine "protagonismo giovanile", ma il quesito di fondo rimane: che posizione devono avere i giovani all'interno della società? A volte si eccede con l'uso della parola "giovane" per identificare qualcuno che si accontenta di poco, e il termine "giovane" si identifica troppo spesso con "precario" a cui è stato consegnato un futuro incerto.
Dopo il 1968 l'Occidente ha scoperto i giovani. I giovani come una fascia di popolazione con le sue richieste e le sue problematiche, da esaudire o da fermare.
Nel 2000 sembra che la categoria "giovane" si sia svuotata del suo significato iniziale, e che il "giovanilismo" vada avanti per inerzia, più come settore merceologico che come portatore di cambiamento all'interno della società.

 

Marco Amendola

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gio

18

mar

2010

L'onda

Il film L'onda, del regista tedesco Dennis Gansel, prende ispirazione dal romanzo di Morton Ruhe dove un'insegnante di liceo mette in atto un 'singolare' esperimento all'interno della sua classe.
L'esperimento consiste nella messa in atto di alcuni comportamenti e forme di relazione ma nel giro di pochi giorni quella che era cominciata come un'innocua illustrazione di concetti come disciplina e comunità, si trasformerà in un vero e proprio movimento: l'Onda.
Il film è ambientato nella Germania d'oggi ma si mette in relazione con i fatti avvenuti durante il regima nazista. Inizierà così un gioco di ruolo dalle tragiche conseguenze all'interno del liceo dove gli studenti metteranno in pratica forme e modi autoritari gli uni con gli altri.
Quando il conflitto esploderà in tutta la sua violenza durante una partita scolastica di pallanuoto, l'insegnante deciderà d'interrompere l'esperimento. Ma ormai sarà troppo tardi, l'Onda è sfuggita al suo controllo.
Il cinema tedesco attraverso questo film riesce a ripercorrere la storia nazionale in modo didattico, con la capacità di trasmettere alle nuove generazioni i valori di una società libera e democratica.


L'onda è un film di Dennis Gansel del 2008, con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Elyas M'Barek, Maximilian Vollmar, Max Mauff.
Prodotto in Germania.
Durata: 101 minuti.
Distribuito in Italia da Bim Distribuzione.

 

Scritto da Marco Amendola

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gio

25

feb

2010

Cinema e pubblicità

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mer

24

feb

2010

Neotelevisione

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sab

13

feb

2010

L.A.S.E.R. tag

E' come quando si ha a che fare con qualcosa che non è mai stato catalogato, raccontato, criticato; cioè mettere nero su bianco le gesta di alcuni pionieri che per primi in Italia hanno effettuato e condotto la performance visuale del L.A.S.E.R. tag.

Il L.A.S.E.R. tag non è una semplice proiezione.

E' una liberta creativa che vede l'utilizzo e il mix di strumenti differenti: proiettore, laptop, laser, videocamera, software (rigorosamente open source), per dare forma e proiettare su una superficie qualcosa di inesistente.
Ma quali sono le superfici? Tutte: palazzi, centrali, case, aziende, torri, grattacieli. Gli effetti? Sorprendenti.
Attraverso l'interazione tra un laser e un fascio di luce si riescono a realizzare graffiti e disegni ultra colorati, ultra grandi, ultra visibili, senza intaccare le superfici interessate.
L'effetto è visivo, della durata definita, ma con questa nuova forma si aprono scenari innovativi per la video arte.
La performance è stata condotta da una crew formata dai visual Rane, Zamoc, Random e Molocal.

 

Articolo di Marco Amendola

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sab

06

feb

2010

Oltre la magia dei sogni

Segnaliamo l'esordio letterario di Marianna Vitale, giovane scrittrice riminese, che a soli 16 anni ha pubblicato il libro "...Oltre la magia dei sogni..." dove vengono raccontate le esperienze e la vita di un gruppo di ragazzi verso il mondo degli adulti.
Ed' proprio su questo viaggio, su queste storie, che l'autrice ha strutturato un romanzo emozionante dove con delicatezza vengono affrontate diverse tematiche proprie dell'universo giovanile: amore, amici, musica, giornate spensierate.
Il romanzo di Marianna Vitale è quasi un diario privato, in cui si descrive il percorso di una giovane ragazza alla ricerca del suo primo amore, e del rapporto con la compagnia di amici.
Ad essere racconate sono soprattutto le emozioni e gli stati d'animo, mentre lo stile di scrittura lascia ampio spazio ai dialoghi veloci e diretti; i personaggi invece non sono i soliti stereotipi giovanili che troviamo in molti altri romanzi e film sull'argomento.
Notiamo invece un buon lavoro di approfondimento psicologico dove le azioni sono commisurate ai caratteri descritti.
Rory, la protagonista, sembra desiderare l’instabile certezza di un amore; gli amici presenti invece non si limitano ad essere comprimari ma ad avere un ruolo attivo nel disegno complessivo.
Un romanzo interessante, sincero e che trascina fino all'ultima pagina.
Marianna Vitale è nata a Rimini e frequenta il Liceo Scientifico Volta di Riccione. Il romanzo "...Oltre la magia dei sogni..." pubblicato dalle edizioni Il Cerchio, contiene un saluto introduttivo di Kekko, il cantante dei Modà.

 

Articolo a cura di Marco Amendola

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sab

06

feb

2010

Per capire la SIAE

SIAE. Un acronimo, un'istituzione, un ente; ma soprattutto un vero enigma da affrontare. Per un approfondimento vi consiglio la bella riflessione di Gabriele Veronesi.

 

http://gabrieleveronesi.wordpress.com/2010/01/18/dei-diritti-e-della-s-i-a-e/

 

A cura di Marco Amendola

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sab

06

feb

2010

La scuderia

Un libro per raccontare i retroscena e gli intrighi legati al mondo delle corse e delle automobili.
E' l'obiettivo che si è posto Luca Dal Monte con Scuderia, il suo primo romanzo, in cui attraverso un'avvincente spy story si porta il lettore dentro un intreccio di fantapolitica ambientata negli anni 40.
Dal Monte è responsabile comunicazione di Maserati Auto; il romanzo Scuderia è edito da Baldini Castoldi Dalai.

 

A cura di Marco Amendola

 

 

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mer

16

dic

2009

Fuori.tv, migliore webtv giovani 2009

Fuori.tv

La modenese Fuori.tv ha vinto il premio nazionale come migliore web tv dedicata al mondo giovanile. La competizione, chiamata “Telotopi” in ironico contrasto con i più noti “Telegatti”, vedeva la partecipazione di tutte le micro web tv italiane create da cittadini videomaker per caso e per passione. 

La redazione di Fuori.tv è formata da Davide Fonda, Cristina Provenzano, Marco Amendola, Marco Brandoli, Luca Bedini, Gianpiero Puricella, Marco Poli.

A giudicare Fuori.tv la miglior web tv giovani italiana sono stati Adriana Mavellia dell’agenzia pubblicitaria MSL Italia, Marco Montemagno di Sky, Andrea Pezzi della società Ovo e ex volto di Mtv, Paolo Prestinari di I-Side, Giorgio Simonelli docente Università Cattolica e conduttore del programma “Tv Talk” Raitre, Tommaso Tessarolo direttore di Current TV Italia. Il premio è stato consegnato da Irene Pivetti, presidente della Fondazione Learn To be Free.

Teletopi è la rassegna degli elaborati video delle web tv, nata da un’idea di Giampaolo Colletti, autore delle “Storie di ordinaria programmazione” su Nòva24, inserto del Sole24Ore, e founder di Altratv. E’ una rassegna senza scopo di lucro, partita subito dopo la conclusione del secondo meeting delle micro web tv “Paese che vai” (Milano Università IULM, 22 e 23 maggio).

 

http://www.fuori.tv/blog/fuoritv-migliore-web-tv-giovani-italiana.html

 

http://paesechevai.wordpress.com/2009/12/05/teletopi-2009-miglior-micro-web-tv-giovane-fuori-tv/

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mer

16

dic

2009

Motor Show 2008

Il Motor Show edizione 2008.
Interviste a Stefano Lai, Ferrari; Luca Dal Monte, Maserati: Mauro Gentile, Porsche; Ezio Zermiani, ex giornalista RAI; Andrea Bertolini, Maserati FIAGT.
Il servizio è a cua di Marco Amendola e Emanuele Ferraris di Celle.

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mer

16

dic

2009

Motori e beneficenza

Un raduno della Scuderia Enzo Ferrari Club di Modena, con fantastiche vetture prodotte dalla casa di Maranello.

A cura di Marco Amendola e Emanuele Ferraris di Celle.

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mer

16

dic

2009

Casa natale museo Enzo Ferrari

Lunedì 20 aprile è stata posata la prima pietra del futuro museo Enzo Ferrari a Modena.

La Fondazione "Casa di Enzo Ferrari museo"è nata nel 2003 con lo scopo di valorizzare, promuovere e tutelare l'immagine, la storia e l'opera di Enzo Ferrari, fondatore della prestigiosa casa automobilistica modenese, e di diffondere la conoscenza del patrimonio storico-culturale, tecnico e industriale dell'auto sportiva.
In particolare la Fondazione si propone di dar vita ad una struttura museale intitolata "Casa di Enzo Ferrari museo", da realizzare a Modena su un'area che comprende la casa in cui nacque Enzo Ferrari.

www.fondazionecasanataleenzoferrari.com/

A cura di Marco Amendola e Emanuele Ferraris di Celle

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mer

16

dic

2009

Modena rosso Ferrari

Modena 21 ottobre 2007
La festa in piazza a Modena per la vittoria del mondiale F1 2007 da parte della Ferrari.
Interviste: Piero Ferrari - Vicepresidente Ferrari S.p.a.

A cura di Marco Amendola

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mer

16

dic

2009

Ferrari F2004. Debutto a Fiorano

Debutto della F2004 a Fiorano Modena.

A cura di Marco Amendola

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sab

05

dic

2009

Quando la passione diventa Mini

Riunione di condominio 2009. Si tratta del primo raduno Mini organizzato a Modena con la partecipazione di 180 ministi provenienti da tutta Italia alla scoperta delle caratteristiche della provincia modense.
Il raduno è nato dalla passione di un gruppo di amici modenesi che hanno dato vita al club delle Mini in città.
Modena si conferma ancora una volta capitale dei motori dove persone e associazioni contribuiscono attivamente a mantenere viva questa grande tradizione motoristica.

 

Marco Amendola

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mer

18

nov

2009

Brand & Business

In due bei libri Barthes  e Packard  cominciavano ad analizzare poteri e debolezze della nostra società e di come le aziende e multinazionali debbano ricorrere a strategie di ogni tipo pur di ricavare profitto.

In questa riflessione di Emanuele Ferraris Di Celle viene approfondita la tematica del "marchio" e del posizionamento del marchio attraverso un piano di marketing.

 

Marco Amendola

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lun

16

nov

2009

Art for Obama

Una campagna elettorale efficace e innovativa ha portato Barack Obama alla presidenza degli USA.

A questo link troviamo una bella riflessione di Gabriele Veronesi su alcuni aspetti della comunicazione politica.

 

Marco Amendola

 

 

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ven

13

nov

2009

Sicurezza sul lavoro

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dom

08

nov

2009

Dillinger è morto

Inseguimento con spari nella notte.

Michael Mann non ci mette le luci e riprende tutta l'azione solamente con degli obiettivi ultra luminosi e ad alta definizione digitale.

Poche volte le grandi produzioni hollywoodiane ci soprprendono come in questo caso, addirittura con un film senza il classico "happy end" da blockbuster.
L'ultimo lavoro del regista americano è "Nemico pubblico N°1", (qui il sito), un film ispirato alla vita di John Dillinger, criminale americano famoso per le rapine in banca e le continue evasioni.
Ma questo film è anche a una rivisitazione del genere gangster-noir fatta propria da Mann. Camera a spalla, primissimi piani, utilizzo della luce naturale ricorrono con costanza in tutta la pellicola; mentre Johnny Deep ci restituisce pienamente le emozioni dell'uomo e criminale Dillinger soprattutto quando lo vediamo piangere al momento dell'arresto della sua amata Billie Frechette (Marion Cotillard)
Mann ha la capacità di dilatare i tempi, di rendere le scene d'azione reali, senza ricorrere alle musiche di sottofondo e utilizzando solo il suono metallico di mitra e pistole.
Il comune denominatore dei personaggi rappresentati in queste storie è quello dell'autodistruzione, di bande che implodono e di individui che si annientano, come Scarface per esempio.
Il delinquente quando sta per ottenere quello che vuole finisce sempre ammazzato, e proprio il finale di Nemico pubblico ci rende perfettamente questo significato.
Dillinger è morto, ma forse non lo vorremmo vedere finire così.

 

Marco Amendola

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mer

04

nov

2009

Dietro i successi di Aldo, Giovanni e Giacomo

Paolo Guerra

Sull’onda del successo di Anplagghed al cinema e in televisione, abbiamo intervistato Paolo Guerra, modenese e storico produttore degli spettacoli teatrali e dei film del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, e di Paolo Rossi.
Dietro ogni artista viene sviluppata una filiera produttiva, composta da diversi settori come il cinema, la televisione e l’editoria; mentre gli investimenti necessari alla realizzazione di un film sono notevoli: dai tre ai cinque milioni di euro.
Paolo Guerra ha fondato AGIDI, solida factory  cinematografica, televisiva, teatrale e di management artistico con sede a Modena e a Milano, con numerosi spettacoli prodotti e notevoli successi di pubblico.
Com’è nata AGIDI?
L’AGIDI è nata nel 1981 a Modena, dopo alcune esperienze effettuate nel campo della musica. Organizzammo dei grandi concerti come Banana Republic, Patty Smith, Lou Reed; poi producemmo il primo spettacolo di Enzo Jannacci, Ci vuole Orecchio, una tournèe durata un anno e mezzo allestita dentro un teatro tenda con un seguito di 5000 persone che girò tutta l’Italia. Fu un successo incredibile.
All’inizio AGIDI era una società che produceva solamente teatro, poi abbiamo cominciato a produrre anche televisione e cinema.
Il punto di forza dell’agenzia?
Il punto di forza di questa agenzia, che di fatto è una casa di produzione, è il lavoro a 360° con gli artisti Paolo Rossi, Aldo Giovanni e Giacomo, Paolo Hendel, Angela Finocchiaro, Raul Cremona. Noi, per loro, produciamo e ci occupiamo di tutta la filiera produttiva di un’artista, come: televisione, cinema, teatro, editoria e DVD.
Come viene prodotto un film?
Sono tre i passaggi importanti. Il primo è che per fare un film ci vuole sicuramente un’ottima storia, cioè una storia che abbia un inizio e una fine. Nel nostro caso, siccome lavoriamo nel genere comico, occorre che la storia sia comica e che faccia ridere, possibilmente in modo intelligente sullo stile di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Superato la scoglio della sceneggiatura, e quindi della scrittura del film, si tratta di reperire la distribuzione, perché anche un prodotto di qualità che non ha una distribuzione ovviamente non può essere visto dalle persone. E quindi diciamo che il secondo punto importante diventa la distribuzione. Per quanto ci riguarda, i nostri film vengono distribuiti dalla Medusa.
Il terzo punto è il reperimento dei finanziamenti. Certo, per Aldo Giovanni e Giacomo è più semplice trovarli perché il successo è “quasi” garantito; ma normalmente la produzione di un film italiano costa in media tra i tre e i cinque milioni di euro, a cui bisogna aggiungere almeno altri tre milioni per la pubblicità, e arriviamo quindi a una cifra ragguardevole. Dopo bisogna incassare sufficientemente al botteghino per non rimetterci.
Gli artisti a quali è più legato?
Beh, farei un torto se dicessi a tutti, perché sono legato storicamente a Paolo Rossi, col quale lavoro da 25 anni; poi Aldo Giovanni e Giacomo con i quali lavoro da 18 anni.
E possibile quindi produrre cinema lontano da Roma?
Alcuni degli ultimi film italiani sono stati prodotti a Genova, Torino e Trieste. Ci sono molte regioni che attraverso le film commission (Emilia-Romagna Film Commission- servizi e assistenza alle produzioni cinema e tv-n.d.r) danno degli incentivi anche economici, o che comunque abbattono certi costi come le diarie o gli alberghi, tentando di far arrivare la cinematografia nella propria regione. Oggi Roma non rappresenta più l’ombelico del mondo, ma ci sono degli altri punti importanti di produzione.

 

Marco Amendola

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mer

04

nov

2009

Megastore

Esempio di store

Entriamo negli store di abbigliamento e sentiamo un sottofondo musicale.

Entriamo in un bar all'orario aperitivo e sentiamo un sottofondo musicale.
Ma questo sottofondo musicale è sempre lo stesso: musica commerciale.
Ormai comprare un prodotto è diventata un'esperienza sensoriale completa, dal sorriso del commesso a quell'atmosfera friendly con grafica easy e con tutti i prezzi fattore psicologico del virgola novanta.
Ma è proprio la musica oggi ad essere diventata la vera differenza tra uno store e l'altro, tra una boutique e un negozio tradizionale.
Se le scarpe sono griffate hanno bisogno di una musica che crei un certo ambient di classe, alla moda e chic, affinchè il consumatore possa riconoscersi in un determinato immaginario e comprare il prodotto.
E anche i vestiti seguono la stessa politica. Il jeans a vita bassa ed elasticizzato si adatterà meglio alla musica house minimal per un giovane attento al dettaglio e amante dei locali cool.
Per dirla alla Debord "è la società dello spettacolo dove la merce contempla se stessa in un mondo da essa creato".
La rivoluzione in Italia cominciò con il franchising, cioè aprire un negozio facente parte di una catena commerciale, dalla musica al food, e queste politiche -a distanza di anni- si sono rivelate vincenti, condizionando il comportamento di milioni di consumatori e utenti finali.
Facciamo un esempio concreto: mi serve un computer? Vado da Mediaworld o Comet. Devo fare la spesa? mi reco presso Coop, Le Clerc, Esselunga. Devo arredare la casa? Ikea o Conforama. E per i jeans? Benetton, Pull and Bear. Orologi? Swatches. Cioccolata? Lindt. Scarpe? Bata. Libri? Feltrinelli.
E le catene commerciali piegano i produttori. O sei dentro lo store e quindi appetibile al consumatore oppure non esisti, resti fuori relegato nella fascia di nicchia del negozio tradizionale con prezzi non concorrenziali.
Quanti marchi e prodotti infatti non troviamo dentro gli store? Tanti.
Ma queste sono le regole del marcato, baby.

Marco Amendola

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mer

04

nov

2009

Il cameraman (non) esiste

L'isola dei famosi 7

Il nostro punto di vista, da spettatori, coincide con il punto di vista del cameraman, ma a questo punto è come se succedesse una cosa strana, un cosa chiamata immedesimazione.
Come spettatori ci immedesimiamo completamente in ciò che sta succedendo davanti all'obbiettivo, saltando completamente il passaggio materiale della produzione.
Ci siamo noi e c'è il soggetto inquadrato, e basta. Tutto il resto non esiste.
Una costruzione metalinguistica rende visbile le fondamenta, la struttura, su cui è basata la storia, o il reality televisivo, o la fiction.
Il processo di immedesimazione è diventato una costante nella produzione odierna. Basta accendere la televisione o andare al cinema.
Il personaggio è davvero solo in mezzo al mare. E io, come spettatore, ci credo. Quella show girl sta veramente morendo di fame, e io ci credo.
Ci credo perchè sento il rumore delle onde, perchè vedo un'immagine mossa e poco nitida, perchè tutte le sensazioni che sto provando sono uguali a quelle reali.
Sono portato a crederci perchè tutto l'impianto finzionale è stato costruito in funzione di questo, della mia totale immedesimazione, e per il fine narrativo non devono esistere elementi che possano turbare questo incantesimo.

 

Marco Amendola

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mar

03

nov

2009

Giovani consumatori (crescono)

Dopo il 1968 l'Occidente ha scoperto i giovani. I giovani come una fascia di popolazione con le sue richieste e le sue problematiche, da esaudire o da fermare.
Uno degli slogan più in voga di allora era questo: "Vogliamo tutto e  subito".
Sembra infatti che il primo ad accettare la proposta sia stato proprio il mercato, ovvero uno dei principali nemici che la contestazione studenesca aveva individuato: il consumismo.
E da allora giovani e consumismo sono andati di pari passo: dai "Baby boomers" al cellulare touch brandizzato con l'operatore di telefonia virtuale Mtv.
Quindi i giovani sono diventati un target, una categoria di consumatori, da analizzare e bombardare da parte degli uffici marketing delle multinazionali.
Il giovane ha le sue esigenze da soddisfare. Sport, cultura, abbigliamento, musica. Ecco quindi tante offerte per il tempo libero o l'università.
Più che altro sembra che la categoria "giovane" si sia svuotata del suo significato iniziale, e che il "giovanilismo" vada avanti per inerzia, più come settore merceologico che come portatore di cambiamento all'interno della società.

 

Marco Amendola

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gio

22

ott

2009

Clooney e Canalis, sarà amore?

Dopo il lago di Como. Dopo il red carpet all’ultima mostra del cinema a Venezia. Dopo tutte le voci che sono state spese sulla coppia Clooney – Canalis, che così è rimasto della love story fra lo scapolo d’oro e l’ex velina?
Ripercorriamo insieme gli ultimi titoli: “Clooney-Canalis, cene romantiche e baci infuocati. E' il flirt più hot dell'estate”; “Clooney e Canalis fidanzati in casa”; “Clooney Canalis. Niente Baci e camere separate”.
Ma stando alle ultime indiscrezioni e gossip si sta facendo largo anche un’altra ipotesi: la coppia si sposerà entro Natale a bordo di una maxi nave da crociera (quella dei presidenti del G8) per evitare l’assalto di paparazzi e media.
E le voci si accavallano, si rincorrono, mentre i forum sull’argomento impazzano.
Ma sarà tutto vero? Ma si sono baciati? E’ tutto un mistero, e più il mistero s’infittisce e più diventa affascinante.
Intanto Clooney, per dare un segnale del suo amore e per festeggiare il suo secondo mesiversario, è volato con la Canalis a Hollywood per presentarla a parenti e amici.
Per Elisabetta Canalis, classe 1978, una carriera da showgirl e attrice, sarebbe un bel colpo quello di aver fatto breccia nel cuore dell’uomo più sexy del mondo, prendendosi anche in dote un probabile ingresso in una qualche produzione hollywoodiana.

Marco Amendola

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mar

20

ott

2009

Il corpo (perfetto)

Tutti i giorni siamo sott'assedio: immagini di donne perfette, uomini incantevoli, pelli levigate e abbronzate, espressioni siliconate, ostentazione del corpo in migliaia di modi.
Spenta la Tv, chiuso il giornale, torniamo ai soliti corpi.
Quello nostro, quelli dei nostri conoscenti, così distanti dalle immagini viste poco prima.
In questo articolo farò una piccola analisi sul corpo -oggi- nella sua forma iconica.

 

 

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ven

16

ott

2009

Obbligati (a comunicare)

Mark Zuckerberg fondatore di Facebook.com

La stringa è bianca e di fianco al nostro nome leggiamo una domanda: "a cosa stai pensando?"
Se non sappiamo che cosa scrivere stiamo tranquilli. Consoliamoci con il fatto che altre 250milioni di persone nel mondo si staranno ponendo la nostra stessa domanda, ovvero: che cosa scriverò per aggiornare il mio stato?
Ma poi, in fondo, siamo proprio obbligati a scrivere qualcosa, a comunicare incessantemente le nostre attività?
In un'introduzione a un saggio di Jean Baudrillard del 1985 Vanni Codeluppi diceva che "siamo obbligati a comunicare per segnalare la nostra appartenenza sociale, così come una volta eravamo obbligati a mostrare i beni posseduti. Vittime di questa ossessione allucinatoria della comunicazione, siamo obbigati a parlare, ad esprimerci, a diventare visibili."
Potremmo dunque concludere che ormai ci siamo assefuatti?

 

Marco Amendola

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mer

14

ott

2009

Vendere un viaggio (in aereo)

Gli spot con la tematica del viaggio aereo sono i più difficili da realizzare. Ci sarà un motivo? Proviamo a spiegarlo in semplici passaggi.

Uno: il viaggio aereo viene associato al rischio.

Due: non ci sono chance.

Tre: non è come andare in macchina o in treno. Sei su un aereo e c'è poco da fare.

Ecco, bene o male queste cose le pensano anche i pubblicitari quando devono lavorare a uno spot: paure da vincere, sicurezza da trasmettere, invogliare a viaggiare in aereo.

Sì, ma come?

Guardiamo questi commercial per Air France http://www.youtube.com/watch?v=OHTVO1VBQW0, e per Qantas http://www.youtube.com/watch?v=yDWqGS71n04

Il primo trasmette calma e tranquilità attraverso la musica e i lenti movimenti di camera nella vita di tutti i giorni; il secondo forza e sicurezza facendo vedere l'esperienza del vettore aereo nel tempo, con il focus sull'A380.

Ricordiamo, infine, che l'aereo è il mezzo più sicuro su cui viaggiare, anche per chi ci lavora a bordo tutti i giorni.

 

Marco Amendola

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gio

08

ott

2009

Volare

Volare. Una parola che evoca sensazioni, emozioni, fantasia; ma che trova anche tantissimi appassionati di aerei ultraleggeri, modellismo, fotografia.

Il modellismo aereo consiste nel replicare perfettamente aerei civili e militari in scala, sia dinamici che statici, ed esistono dei club che organizzano manifestazioni specfiche http://www.drivefly.it/ o http://www.gruppo-gace.com/

Poi si passa agli aerei veri, quelli da turismo o ultraleggeri http://www.aeroclubsassuolo.it/. In questo sito troviamo una mappa aggiornata di tutti i campi volo in Italia http://www.campidivolo.it/

Un fenomeno che si sta rapidamente diffondendo riguarda invece gli "spotters" http://www.volabologna.it/, ovvero appassionanti di fotografia ed aviazione civile che si recano presso i maggiori aeroporti italiani e internazionali per fotografare i giganti del cielo. 

 

Marco Amendola

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mer

07

ott

2009

Pay Off, Brief, Layout...

Ho fatto un brief. Ho visto un pay off. Abbiamo parlato del claim. Il copy ha detto che ha lo storyboard. Lo mandiamo in esecutivo? Secondo me il layout è ok.

Queste sono solo alcune parole usate nella pubblicità e nel marketing. Termini tecnici densi di significato che servono ad indicare step lavorativi tipici del settore.

 

Per degli approfondimenti consiglio questi siti:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Payoff

 

http://www.mestierediscrivere.com/testi/brief.htm

 

http://giovannacosenza.wordpress.com/

 

Marco Amendola

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mer

16

set

2009

Alcuni blog sulla moda

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dom

13

set

2009

Format

La neotelevisione ha inventato il format. Ma il format che cosa ha inventato?

Esistono molte definizioni e il termine format è diventato trasversale, interdisciplinare:

format per definire una festa, format per strutturare un progetto, format peruna manifestazione sportiva.

Un programma televisivo di qualunque genere segue una struttura precisa, ha dei riferimenti culturali, risponde al dramma come alla commedia. E poi il format è come una sceneggiatura ben oliata, a incastri, che si incastra nel palinsesto.

Tra alti e bassi, per mantenere viva l'attenzione e stimolare lo spettatore televisivo, per scongiurare il pericolo dello zapping, il format ricorre ai break, al billboard, al collegamento, all'ospite, al balletto.

 

Marco Amendola

 

 

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ven

11

set

2009

Fashion victim

Molte persone sono affette da fashion victim. Questo vuol dire: attenzione al particolare, alle nuove tendenze, agli accessori, alle nuove collezioni delle case di moda.

E poi, nell'era del prezzo più basso e in questo periodo di crisi, esiste anche il "fashion victim low cost", cioè il fenomeno che porta i grandi store a confezioni e capi simili a quelli di alta moda.

 

Marco Amendola

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gio

10

set

2009

B-movies

Per dire che cos'è un B-movie userò poche parole: il budget è basso, c'è poca cura durante la realizzazione, la troupe è ridotta, il cast è formato da attori emergenti.

Nella Hollywood del 1950 le majior producevano film di serie A per fare cassa, e film di serie B per sperimentare giovani registi e nuove storie.

Oggi, tra le nuove generazioni, il B-movie è stato sdoganato da Tarantino.

 

Marco Amendola

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